"Ma non starai diventando anoressico?" chiesi un giorno al
Coglionazzo.
"Assolutamente impossibile... - rispose lui - ...l'unico caso di anoressia maschile al mondo è Dario Argento."
Dove avesse sentito quelle stronzate e perché ne fosse così sicuro, non lo sapremo mai... ma lui si nascondeva dietro a questa storia per sdrammatizzare i propri problemi alimentari.
Aveva smesso di usare ogni tipo di condimento, tranne la margarina...
La mattina faceva colazione con una tazza di camomilla e a pranzo mangiava solo quella che lui chiamava "la zuppa"... in realtà si trattava di cipolle bollite e un pizzico di sale.
Non sono un medico, ma era lampante che questi suoi disturbi alimentari erano la conseguenza dell'essere stato mollato da L.; ci siamo passati tutti: una troia perde la testa per un idiota e la nostra autostima cola a picco... e poi, poco a poco, risale... ma per il Coglionazzo era diverso... suppongo che questo suo discutibile regime alimentare, fosse da una parte una forma di auto-punizione per essere stato mollato, dall'altra un modo di trovare una spiegazione alla cosa: L. lo aveva mollato perché era grasso (cosa che, detto tra noi, era una cazzata).
Dopo un lungo periodo di quasi totale astensione dal cibo, durante il quale si era trasfomato nel corpo (viso scavato, costole a vista, ecc.) e nella mente (nervosismo costante, discorsi senza senso), il Coglionazzo inaugurò una nuova fase del suo
calvario personale: svegliarsi nel cuore della notte con una fame atavica; ma con cosa sperava di placarla se aveva ormai smesso di fare la spesa?
Ovviamente con le cose che trovava nel mio scaffale.
Una mattina, salutavo con un bacio una tipa che avevo conosciuto la sera prima e che mi ero portato a casa; il Coglionazzo, seduto al tavolo della cucina, con la sigaretta accesa in mano, guardava in silenzio la scena...
"Ti chiamo stasera, ok?" dissi alla tipa prima di chiudere la porta (entrambi sapevamo che non ci saremmo sentiti mai più).
Andai in cucina e cominciai a preparare il caffè.
"Carina la tua amica..." disse il Coglionazzo.
"Mah...normale..." risposi.
"Ah... prima che tu ti sieda per fare colazione, volevo dirti che stanotte mi sono svegliato con una fame assurda e ho mangiato qualche cucchiaiata della tua
Nutella..."
Qualche cucchiaiata un cazzo! Me l'aveva finita, lo stronzo!
...e quello era solo l'inizio.
A volte mi capitava di preparare abbondati teglie di pasta al forno alla calabrese (pasta, pomodoro, formaggi, polpettine, uovo sodo), con le quali riuscivo a nutrirmi anche per una settimana... ma, se la teglia veniva intercettata dal Coglionazzo, riusciva a farsela fuori in un'unica sessione.
Il sistematico saccheggio delle mie provviste, sommato all'abitudine (mai provata, è solo un sospetto) di spiarmi quando mi portavo a casa le mie amichette, facevano apparire il Coglionazzo ai miei occhi un po' come una via di mezzo tra il
Fantasma dell'Opera e
Gollum; presi una decisione: mi sarei trovato un'altra casa... e non avrei diviso mai più un appartamento con un
amico.