domenica, 18 marzo 2007 | in : incipit, karma
Quando mi si chiedeva di raccontare le mie disavventure in case coabitate, qualcuno finiva sempre col fare un paragone con E morì con un felafel in mano e mi consigliava di scrivere un libro anch’io… perché un libro e non un blog?

Ma da dove cominciare per raccontare dieci anni di convivenze surreali con personaggi pittoreschi? Dall’inizio? No… dalla fine: dalla conclusione della mia carriera universitaria.
Era l’autunno del 2003, esami finiti e tesi consegnata… quindi, festeggiare, festeggiare, festeggiare… e cos’è una festa senza alcol? E cos’è l’alcol senza un bel brindisi?
Il primo brindisi speciale l’ho feci con il Paglia, subito dopo aver finito gli esami; andai fin sotto il posto dove lavorava al pomeriggio, e lo portai a bere un superalcolico alle quattro del pomeriggio… il brindisi suonava più o meno così:
“Che possa prendere un cancro ai coglioni alle seguenti persone nel seguente ordine: il Coglione, il Pelato, l’Agricolo, Giuda.”

La reazione del Paglia fu tra il divertito e l’entusiasta (complice il gin tonic a stomaco vuoto); ma questo brindisi non ebbe lo stesso successo in altri contesti…
Lo riproposi la sera stessa, durante l’aperitivo con la Niki e la sua coinquilina ninfomane; rimasero con il bicchiere alzato guardandosi intorno con aria imbarazzata.
Lì capii che forse, prima di riproporre altrove quel brindisi, era il caso di fare una premessa. Sì, perché pur non essendo un appassionato di new age, questa era proprio una questione di karma
Durante l’estate precedente, avevo saputo che ad un carissimo ragazzo, gran lavoratore, uno che non aveva mai fatto del male a nessuno, avevano asportato una palla.
Aveva dolori all’inguine e, fatti gli esami, era risultata una macchia ad un testicolo; questa macchia poteva essere un tumore come poteva non esserlo, ma i medici gli consigliarono caldamente di asportarlo, garantendogli che non avrebbe nuociuto alla sua virilità. Ora, non so come gli vadano le cose a letto, ma resta il fatto che è senza una palla…
E da lì ho cominciato a fare delle considerazioni… secondo la filosofia karmica, tutto il male che facciamo prima o poi si ritorcerà contro di noi… almeno in teoria, visto che le cose non sembrano andare così nella vita reale...
Realizzato ciò, decisi che al karma bisogna dare piccole indicazioni  su chi andare a colpire, sia perché altrimenti la “gente cattiva” potrebbe farla franca, sia per evitare che il cancro faccia marcire i genitali a poveri innocenti.
Da qui il brindisi, con l’augurio che alle persone sopra elencate torni tutto il male che mi avevano fatto… e non era solo una cosa simbolica … il cancro se lo meritavano tutti, e bello grosso!
Mi rendo conto che tutto questo parlare di palle, testicoli, coglioni e Coglioni, possa creare un po’ di confusione; nel prossimo post proverò a spiegare tutto dall’inizio.
velenero @ 10:58 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
Commenti
#1   18 Marzo 2007 - 11:09
 
capisco benissimo,ed ogni giorno auguro salvezza alle persone che se lo meritano e atroci, lunghe, terribili sofferenze a chi invece semina soltanto del male.
Poi mi danno della stronza, ma io mi sento di sposare la tua tesi..
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#2   19 Marzo 2007 - 13:00
 
Esatto. Ci vuole karma (e sangue freddo).
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